Ebbene si … sapevo che prima o poi sarebbe successo, ma ho sempre allontanato questo pensiero. Mesi e mesi a scorrazzare in giro in moto, su e giù per le montagne, senza preoccuparmi del fatidico momento. Ma ormai ci siamo e da qui non si scappa: sta arrivando il freddo e l’inverno. E quindi? Che si fa?
Semplice… ci godiamo gli ultimi giorni di sole prima del grande freddo (…) e ci concediamo ancora i nostri amati giri in moto. Ed è quello che ho fatto lo scorso week-end, dopo giorni e giorni di fitta nebbia e l’arrivo del primo freddo, che per una come me significa “divano, copertina, camino, gatto”.

Invece domenica mi sono svegliata con un sole splendente e un clima piacevole e così io e Kim abbiamo optato per un giretto nel pomeriggio.  Due messaggini per organizzarci con gli altri e ritrovo a Montevecchia ma scartiamo subito le montagne come destinazione. Troppo freddo e strade pericolose, visto che ha piovuto fino al giorno prima (e magari anche nevicato in alta quota…).

Da Montevecchia decidiamo di raggiungere Lecco, passando però dalla parte alta, dalla strada che collega la zona bergamasca a quella lecchese, fino ad arrivare in città. Qui prendiamo la strada vecchia che porta a Ballabio, quella che si percorreva prima che facessero la galleria e proseguiamo poi per Moggio per raggiungere Culmine San Pietro.

La S.P. 64 Prealpina Orobica collega Moggio a Culmine San Pietro, circa 5 km di strada asfaltata che porta ai 2 rifugi, fino a quota 1300 mt, passando attraverso i boschi e le colline, molto stretta in alcuni punti ma molto divertente.

Ma la pioggia degli ultimi giorni ha lasciato sulla strada molte foglie e nelle zone all’ombra l’asfalto non è il massimo, quindi abbiamo preferito attivare la modalità “foto click” e goderci il paesaggio.

Arrivati al rifugio ci fermiamo per una piccola sosta e poi ripartiamo per Vedeseta, nella zona bergamasca, dove ha inizio la Val Taleggio che, secondo me, è una delle valli più belle delle nostre zone.

La strada passa attraverso la gola di circa 3 km che prende il nome di “Orrido della Val Taleggio”. La strada è molto bella e caratteristica, con il torrente da una parte e il muro di roccia dall’altra e le varie gallerie artificiali lungo il percorso.

Da qui ci siamo diretti verso San Pellegrino Terme, per ritornare verso casa, dato che ormai era quasi il tramonto e il sole stava calando.

Questo itinerario fa parte dei giri classici e d’obbligo, che ogni tanto vi racconto, da fare almeno una volta durante la stagione. Infatti è stato uno dei primi giri che abbiamo fatto, ad Aprile, quando siamo andati a visitare il Monte Avaro. Sono posti bellissimi vicino casa per un giretto veloce senza troppe pretese, ma che lasciamo sempre a bocca aperta e non stancano mai.

E tornando verso casa ho pensato alle volte che ho percorso la Valle in questi anni e a quanto mi piace ogni volta che la visito. E mi sono ricordata di una cosa: il primo giro che io e Kim abbiamo fatto con questa moto è stato proprio questo, la Val Taleggio (anche se al contrario) … Qualcosa vorrà pur dire: sarà l’ultimo con questa moto e il primo giro con quella nuova?

Mah, aspettiamo e vediamo …. Stay Tuned !!

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