ZAVORRINA LUCIANA E LA MOTO AVVENTURA IN ALBANIA

Non sempre un viaggio programmato da tempo si rivela poi la destinazione migliore. Ce lo spiega la nostra amica Luciana che un bel giorno, prima di partire, decide di cambiare destinazione per una moto avventura in Albania. E inizia così, con il suo biker, un viaggio senza regole e programmi

Tra tutte quelle conservate nel database “Viaggi in tre”, inaspettatamente inaugurato da quando ho conosciuto Gaetano e Katrina (alias “io-dovrei-salire-su-quella-cosa-?!”), ho scelto di raccontare della nostra moto-avventura in Sicilia, quella sognata per tutto l’inverno, in cui saremmo partiti da Bari, e imbarcandoci per Messina, avremmo visitato il Teatro Antico di Taormina, ammirato i tramonti nella Valle dei Templi e preso la solita insolazione tra le pareti rocciose della Scala dei Turchi e cose così.

Insomma, saremmo stati in grado di raccontare nei dettagli il nostro viaggio prima ancora di viverlo davvero.

Ed è stato probabilmente questo il motivo che un bel giorno, a poco meno di un mese dalla partenza, arriva a insinuarsi nel mio cervello il vacillamento “… e se invece ci dirigessimo dall’altro lato?”. Consapevole del rischio che correvo, ossia di essere spedita “dall’altro lato” da sola, ebbene, il biker non ha detto di no.

Primo motivo che fa di me una zavorrina felice: non è mai troppo tardi per lasciarsi sorprendere da un nuovo progetto.

Ecco che sono nate così le nostre due settimane di acuto vagabondaggio per il Paese delle Aquile, una moto avventura in Albania. Ad accompagnarci una fedele e instancabile Honda Shadow in un viaggio che ha significato 2.000 chilometri di scoperta, fiducia e collaborazione.

Dalla funivia per il monte Dajti, all’incanto medievale di Kruja, passando per la segreta Spiaggia del Generale a sud di Durazzo, abbiamo raggiunto l’isolotto di Sazan da Valona e le magnifiche spiagge che si estendono fino al più profondo sud dell’Albania. Ma vagabondando tra i siti archeologici di Berat ed Argirocastro, la sorgente carsica Syri i Kalter (il famoso “Occhio blu”) e l’affollatissima Saranda, la nostra tappa preferita, forse perché totalmente inaspettata, è stata senza dubbio il passo di Llogara.

A conclusione, non potevamo farci mancare una tappa greca e abbiamo proseguito così fino a Giannina, tuffandoci nelle feste popolari che in occasione del Ferragosto hanno dato vita alle montagne che circondano il suo lago, a farci strada due guide d’eccezione.

È stata un’esperienza indimenticabile, e siamo già carichi per la prossima, e nonostante quest’anno ad accompagnarci nell’avventura ci sarà una nuova moto, porteremo sempre nel cuore le ultime grandi emozioni che una piccola VT600 ha saputo regalarci.

ZAVORRINA LUCIANA

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