Valentina ci racconta il suo viaggio alla scoperta del Grande Lago Salato in Tunisia  … il Chott El Jerid classificato “zona umida” di importanza internazionale, che regala ai visitatori uno spettacolo bellissimo.

Imbarco da Genova verso la Tunisia con la nostra BMW GS1200 Adventure e dopo 22 ore di navigazione finalmente sbarchiamo a Tunisi.

Percorriamo 400 km circa in moto e dopo varie soste tra un paesino e l’altro finalmente arriviamo verso questo immenso deserto bianco. Il cielo è di un azzurro terso, le nuvole sembrano gonfiarsi di pece, l’acqua salmastra che ristagna sembra sangue, la terra bianca come la neve.

La storia di questo posto è incredibile: 5.000 MQ di depressione, umida nel sottosuolo che riarde ai 50 e più gradi dell’estate, con i cristalli di sale che rendono il paesaggio surreale.

Noi attraversiamo questa immensità su un nastro d’asfalto nerissimo, incrociando di tanto in tanto qualche turista indigeno e molti camion che, evidentemente, caricano il sale in qualche stabilimento lungo la P16, certamente una delle strade più desolate del pianeta…

Eccolo qui finalmente il Chott el Jerid, il Grande Lago Salato della Tunisia (“Chott” in arabo significa “Sale”).

Noi attraversiamo questo mare di sale e ne approfittiamo per l’immancabile sosta e per allungarci anche all’interno, dove la carcassa di un vecchio autobus, anch’essa finita lì chissà per quali motivi, biancheggia al sole come le ossa di un transformer abbattuto.

Essere zavorrina ha le sue soddisfazioni perché il mondo “visto da dietro“ è tutta un’altra cosa.

Ci vuole voglia e passione ed essere un’unica cosa con il proprio biker !!

ZAVORRINA VALENTINA (E MARCO)

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